Union Generela di Ladins dla Dolomites

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Union di Ladins dla Dolomites

Questo sito tratta dell’unione dei ladini delle Dolomiti. L’Union Ladina a Dispruch è stata istituita a Innsbruck nel 1905 da alcuni intellettuali tra cui Wilhelm Moroder-Lusenberg. Viene considerata la precorritrice dell’Union Generela di Ladins dla Dolomites che, per questa ragione, ha festeggiato nel 2005 i “100 agn de Union Ladina”.

Le unioni ladine nate dopo la seconda guerra mondiale e collegate oggigiorno nell’organizzazione tetto Union Generela di Ladins dla Dolomites sono animate dallo stesso spirito dell’Union Ladina di Innsbruck, quello di mantenere e promuovere l’unità linguistica e culturale della Ladinia e di impegnarsi per la salvaguardia delle tradizioni, della toponomasica e delle peculiarità ladine. La Generela si prefigge di rafforzare la coscienza ladina in tutti i settori, anche attraverso i mass media ed in particolare tramite il proprio organo di stampa che è La Usc di ladins.

La Uniun di Ladins dla Val Badia

L’Uniun di Ladins della Val Badia è stata fondata negli anni immediatamente successivi al secondo conflitto mondiale come sezione dell’Union Generela di Ladins. Da quel momento in poi ci sono state persone che hanno lavorato per 20 anni con molta convinzione e idealismo perchè la popolazione delle vallate ladine prendesse coscienza della propria identità unica al mondo e le attribuisse anche il giusto valore. Tra esse ricordiamo don Josef Pizzinini, sacerdote di La Valle, Lejio Baldissera, maestro e giurista, Silvester Erlacher, direttore della scuola superiore di Ortisei e redattore della Usc di Ladins, il maestro e direttore della scuola elementare della Val Badia Franzl Pizzinini, il maestro Stachio Costa, presidente dell’associazione nei primi quindici anni nonché cronista per ben trent’anni per vari giornali e per la RAI ladina, il maestro Sepl Moling di La Valle, il dott. Franz Vittur, il maestro Tone Tolpeit, il maestro Scebio Pescollderungg.

Nei primi anni l’attività dell’Uniun di Ladins si concentrava soprattutto sulla partecipazione alla programmazione culturale e giornalistica della RAI ladina e sulla collaborazione con i giornali di allora, principalmente con l’Alto Adige, il Dolomiten e il Sonntagsblatt. I collaboratori de La Usc di Ladins, curata all’epoca da Salvester Erlacher, erano in gran parte membri dell’Uniun di Ladins che davano il proprio contribuito, naturalmente a titolo gratuito, al periodico ladino che all’epoca era quindicinale.

Le prime pubblicazioni del dopoguerra, compresi i primi testi per l’insegnamento del ladino a scuola, erano costose, non semplici da realizzare e non godevano sempre del consenso della popolazione che spesso le contestava.

Ripercorrendo il cammino si può vedere quanta strada è stata fatta da cinquant’anni a questa parte. All’epoca veniva organizzato ogni due o tre anni - alternativamente nelle Dolomiti, nei Grigioni o in Friuli - un congresso ladino della durata di due o più giornate chiamato Congrès internazional ladin al quale partecipavano ladini delle tre comunità. Le Unioni ladine organizzavano poi, a turno, una giornata culturale ladina - un “Di cultural ladin“, durante il quale venivano trattati argomenti come identità ladina, letteratura e storia locale, nonché temi legati al canto popolare, al teatro e al foclore con sfilate, abiti tradizionali e musica. Nel 1955 l’Union di Ladins della Val Badia assieme all’omologa associazione della della Val Gardena ha partecipato al congresso ladino di Udine e nel 1958 al congresso di Coira, i primi incontri ufficiali dell’epoca che vedevano anche la presenza della nostra associazione durante i quali è stato possibile intensificare la conoscenza reciproca e avviare un proficuo scambio di esperienze. Il 27 agosto del 1967, nell’albergo “Crusc Blancia” a San Leonardo c’è poi stata l’assemblea generale dell’Uniun, con l’elezione di Lois Ellecosta a presidente e l’istituzione di un Consiglio provvisorio di 10 persone che si è incaricato della redazione di un nuovo statuto, approvato ufficialmente il 6 ottobre dello stesso anno alla presenza del notaio a Brunico, conferendo all’Uniun un carattere ufficiale.

Il primo articolo dell’Uniun, che ha la propria sede a Badia, descrive così l’associazione: l’Union di Ladins dla Val Badia è un’associazione che si prefigge di tutelare gli interessi dei ladini. Si occupa specialmente dello sviluppo di una coscienza ladina promuovendo e tutelando la nostra lingua, le nostre usanze e le nostre tradizioni. L’Uniun si prefigge inoltre di collaborare con tutti i ladini. Le finalità dell’Unione sono poi state divulgate anche tramite la pubblicazione Sas dla Crusc, in un articolo firmato dal presidente Ellecosta che scriveva: “L’Unione dei ladini, come altre associazioni della Val Badia, è un’associazione culturale che coinvolge i ladini della nostra vallata che si prefiggono di sostenere chi s’impegna per mantenere viva la nostra lingua, le nostre usanze e le nostre tradizioni. Tutto il programma d’attività che essa svolge è volto alla realizzazione di questo fine. Noi siamo debitori nei confronti dei nostri antenati di tutelare e promuovere ciò che essi hanno saputo difendere per centinaia d’anni e che rappresenta la matrice della nostra bella vallata. Dovremmo noi del giorno d’oggi lasciare andare a rotoli la lunga tradizione ladina conservata in tempi in cui i nostri nonni venivano derisi dalle popolazioni vicine poiché non ne conoscevano alla perfezione la lingua, ma erano comunque contenti e orgogliosi nel cuore di essere ladini, tanto da commuoversi se sentivano parlare la lingua madre fuori dalla valle? Oggigiorno che i vicini hanno poco e niente da offrire dovremmo dimostrarci ancor più sensibili nel mantenere alto il patrimonio ereditato. Per questo è un dovere morale di tutti i ladini, ognuno secondo le proprie capacità e disponibilità, dare il proprio contributo in questo settore.”

Le finalità dell’Unione sono sempre state argomento di discussione nelle numerose sedute del consiglio, nel tentativo di imboccare la strada giusta in tempi di grandi cambiamenti, sull’onda del progresso che avanzando influenzava anche la lingua e la cultura ladina. Fin dalla propria istituzione l’Uniun di ladins si è prefissa di intervenire con iniziative che colmassero le lacune culturali della vallata; tutto ciò si è concretizzato con la pubblicazione di numerosi libri, musicassette, CD, con la realizzazione di manifestazioni culturali, musicali, sportive, d’intrattenimento, con serate di diapositive e con il sostegno concreto a autori di testi e canzoni ladine. Tramite la propria attività l’Uniun ha contribuito alla sensibilizzazione della popolazione ladina nel conservare la propria identità e la propria lingua, uniche al mondo.

L’Union di Ladins de Gherdëina

L’Union di Ladins de Gherdëina - ULG è stata fondata nel 1945 ed è una sezione dell’Union Generela di Ladins dla Dolomites come le Unioni delle altre vallate. Attualmente conta 300 soci. I fondatori sono stati Luis Trenker, Leo Demetz e Franz Prugger sostenuti da altre sedici personalità della vallata. Nonostante questo appoggio non è stato facile per questi idealisti diffondere le loro idee sulla cultura, la lingua e l’identità ladina. Dopo un primo incontro preliminare avvenuto il 19 luglio 1945 durante il quale è stato approvato lo statuto, l’Union si è presentata al pubblico il 5 agosto successivo con la prima assemblea generale durante la quale, stando al verbale, non sono mancati contrasti e discussioni accese. Le finalità dell’Union - da sempre associazione apartitica - sono state e sono tuttora la difesa e la promozione della lingua gardenese, della cultura, del teatro, della letteratura e della musica, delle tradizioni e degli usi, della toponomastica nonché dell’ambiente della Val Gardena. Grande importanza viene data al rafforzamento tra le cinque vallate ladine. L’Union si propone come stimolo per la popolazione nell’espressione di idee e iniziative rivolte al consolidamento dell’identità ladina. Collabora attivamente con gli istituti culturali ladini, nell’intento di conservare un patrimonio ladino genuino da tramandare alle generazioni future, in modo che in un mondo che gira sempre più velocemente la globalizzazione non rappresenti un pericolo per la nostra minoranza.

Nel 1946 fu Max Tosi a portare nell’Union idee nuove, mentre Franz Prugger ne divenne primo presidente dopo l’elezione del 15 luglio di quell’anno. Nel 1948 l’ULG venne riconosciuta ufficialmente, nel 1954 anche come “Ente Morale”. In questi anni l’attività culturale più in generale è in netta ripresa. Nel 1948 riprende la pubblicazione del Calënder de Gherdëina, sospeso durante il periodo bellico, con il coordinamento di don Cristl Moroder che ha svolto questo incarico con competenza e dedizione fino al 1997. Il Calënder giunge in quasi tutte le famiglie gardenesi e rappresenta un’importante fonte per la documentazione locale. All’interno dell’Union sono nati anche i primi tentativi di normazione della lingua scritta in collaborazione con esponenti culturali della Val Badia. Nel 1948 è stata pubblicata la grammatica gardenese di Ferruccio Minach e Teresa Gruber, mentre nella scuola si assisteva al tentativo di introdurre un sistema paritario dell’insegnamento che prevedesse anche un paio di ore di ladino. Allora venne richiesto anche un ispettore per la scuola ladina, funzione che si è poi ampliata fino a consentire, nel 1975, l’istituzione dell’Intendenza per la scuola ladina.

Dal 1958 al 1961 la presidenza ritornò a Franz Prugger, intervenuto con decisione presso le commissioni competenti per ottenere garanzie per la tutela dei ladini nello Statuto d’autonomia. Tra le altre persone che si sono distinte particolarmente nella vita dell’Union ricordiamo Alex Moroder Rusina (1923-2006), amministratore storico, e Amalia Obletter da Cudan (1919-2006), che ha istituito la biblioteca di studio, il cui patrimonio librario viene ampliato di anno in anno anche con libri e documenti antichi.

La figura di Bruno Moroder affiancato dallo stesso Alex Moroder è invece legata alla istituzione di Radio Ladin. Attualmente l’attività viene seguita da Ivana Moroder, l’impiegata che cura la segreteria e garantisce l’apertura giornaliera della biblioteca.

La Cësa di Ladins

L’impegno finanziario più consistente per l’Union è stato però la costruzione di una casa della cultura ladina. Il presidente di allora Giuani Stuflesser de Petlin (in carica dal 1948 al 1958) dopo aver elargito una cifra consistente di tasca propria, si è prodigato per ottenere finanziamenti adeguati a Trento, Bolzano e presso il consiglio dei Ministri a Roma. Il legname per la costruzione del tetto venne messo a disposizione dal comune di Ortisei. La Cësa di Ladins diventò così la sede dell’Union di Ladins de Gherdëina e anche dell’Union Generela che vi tiene le proprie riunioni. La Cësa è stata inaugurata nel 1954 e da allora l’edificio si è ampliato e rinnovato progressivamente fino all’ultimo intervento che risale al 1986.

Nell’edificio viene ospitato anche il Museo locale di usi e costumi, realizzato nel 1960 su iniziativa di un apposito comitato, voluto proprio dall’ULG, del quale ha fatto parte fin dall’inizio Robert Moroder, che ne è stato presidente fino al 2006.

Il primo Consiglio direttivo dell’ULG eletto il 17.07.1946

  • Franz Senior Prugger (Presidente)
  • Leo Demetz dla Cademia (Vicepresidente)
  • Leo Crepaz da Maidl (Segretario)
  • Prof. Raimund Mureda (Amministratore)
  • Leo Senior Prinoth
  • don Cristl Moroder de Levigi
  • Bernhard Demetz dl Faujëina

Presidenti dell’ULG dal 1945:

  • Cav. Franz Prugger
    dal 15.07.1946 al 07.08.1948 e dal 03.07.1958 al 23.03.1961
  • Giuani Stuflesser de Petlin
    dal 07.08.1948 al 01.03.1958
  • Josef (Pubi) Stuflesser de Petlin
    dal 23.03.1961 al 18.03.1963
  • Cav. Heindl Moroder de Doss
    dal 18.03.1963 al 26.02.1966
  • Stefan Demetz de Sulé
    dal 26.03.1966 al 04.05.1967
  • Gilo Prugger dl Dorigo
    dal 04.05.1967 al 22.03.1969, dal 09.05.1970 al 28.05.1972 e dal 26.11.1976 al 25.05.1979
  • Bruno Moroder
    dal 22.03.1969 al 09.05.1970
  • Vincenzo Peristi
    dal 28.05.1972 al 26.11.1976 e dal 01.04.1985 al 27.02.1986
  • Guido Insam “Paladina”
    dal 25.05.1979 al 28.02.1985
  • Dr. Edgar Moroder
    dal 01.03.1985 al 31.03.1985
  • Daniela Moroder
    dal 26.03.1986 al 03.05.1995
  • Egon Vinatzer
    dal 10.05.1995 al 08.07.2008
  • Manuela Piazza
    dal 09.07.2008 al 25.11.2009
  • Stefan Kasslatter
    dal 12.12.2009 fino ad oggi

L’Union di Ladins de Fascia

Nei primi anni dopo la seconda Guerra Mondiale i Ladini ricominciano a riunirsi in Associazioni e Unioni per migliorare la loro situazione penalizzata dal fascismo, che li aveva considerati “una macchia grigia da grattar via”.

Nel 1945 nell’Union Culturela di Ladins fondata a Merano ci sono anche i fassani Guido Iori Rocia e don Massimiliano Mazzel, che invitano tutti i ladini di Fassa a difendere la propria identità. Nel 1946, anno del gran raduno dei ladini presso il passo Sella, per iniziativa di Guido Iori esce la pubblicazione Zent Ladina Dolomites. Alla fine di luglio, su iniziativa di don Massimiliano Mazzel, nasce l’ Union di Ladins di Fassa, che verrà legalmente costituita solo anni dopo, il 19 maggio del 1955, con atto del notaio dr. Giovanni Rizzi firmato dallo stesso Rizzi, dal dr. Giacomo Jellici, dal dr. Simone Sommariva e da don Massimiliano Mazzel, che è nominato presidente. L’Union di Ladins di Fassa si impegna per la tutela del folclore e per la diffusione della cultura ladina soprattutto nella scuola, vedendo che in Val Gardena e in Val Badia è stata autorizzata la scuola paritetica con metà lezioni in italiano, metà in tedesco e un’ora di ladino, in Val di Fassa gli alunni sono invece spinti a parlare italiano anche in famiglia, seguendo l’idea che il ladino non serve a nulla. Negli anni ’60 l’Union di Ladins, pur povera di risorse finanziarie, si attiva fortemente: stampa e distribuisce nelle scuole il Dizionario fassano-italiano, inizia la pubblicazione della rivista mensile “La Veisc”, richiede la nomina di insegnanti “itineranti” per l’insegnamento della cultura ladina nelle scuole e, in fase di revisione dello Statuto di Autonomia, chiede che ai ladini di Fassa siano assicurati gli stessi diritti dei ladini di Gardena e Badia.

Dopo anni di incontri e battaglie, nell’anno scolastico 1969/70 viene concesso l’insegnamento del ladino con un’ora alla settimana in orario scolastico, lezioni che vengono svolte (non senza difficoltà e contrasti) da due insegnanti itineranti. Una battaglia è vinta ma già si apre un altro fronte, che negli anni ’70 vede l’Union di Ladins in prima linea per richiedere il Comprensorio Ladino di Fassa, contro il progetto della Provincia di Trento di accorpare Fassa e Fiemme in un Comprensorio unico.

Di fronte ai rifiuti di Trento e alla promulgazione, nel 1972, del nuovo Statuto di Autonomia che disattende ancora una volta le richieste per l’equiparazione ai ladini del Sudtirolo, l’impegno dell’Union di Ladins inizia a spostarsi dall’ambito culturale a quello più decisamente politico, con interventi nei comuni per chiedere l’annessione alla provincia di Bolzano. Nell’Union di Ladins la componente che vuole un impegno esplicitamente politico prende il sopravvento e don Mazzel, che non vuole esporsi troppo, nel marzo del 1973 presenta le sue dimissioni dall’associazione, che prosegue il suo impegno anche in campo politico sotto la presidenza di Remo Locatin.

Tra gli obiettivi raggiunti negli anni successivi soprattutto grazie all’Union di Ladins si possono ricordare l’Istituto Culturale Ladino di Fassa, istituito dalla Provincia di Trento nel 1975, la legge provinciale nr. 19 del 1976 che sancisce il riconoscimento territoriale dei sette comuni ladini di Fassa e la costituzione del Comprensorio Ladino di Fassa staccato da quello di Fiemme, nel 1977.

Nel novembre del 1976 viene nominato presidente dell’Union di Ladins di Fassa Danilo Dezulian del Garber. Nel 1983 Dezulian è anche tra i fondatori del movimento politico ladino di Fassa, l’Union Autonomista Ladina, che riuscirà a dare alla valle un rappresentante in Consiglio Provinciale e in Parlamento, prima col compianto senatore Ezio Anesi e poi con l’onorevole Bepe Detomas.

L’Union di Ladins di Fassa sostiene il movimento politico e nel contempo prosegue la sua attività sul piano culturale e linguistico, istituisce e organizza la redazione fassana del settimanale “La Usc di Ladins”, promuove iniziative e progetti per la conoscenza e la diffusione della lingua ladina in tutti gli ambiti della comunità, avvia i primi corsi di alfabetizzazione per adulti, produce testi e materiale in ladino, sostiene fortemente la necessità di una lingua ladina standard e ogni iniziativa e progetto unitario volti ad avvicinare le valli ladine.

Danilo Dezulian rimane presidente dell’Union di Ladins di Fassa per 11 anni, fino al 5 novembre del 1987. In quella data la presidenza viene affidata al dottor Antone Pollam - che ricoprirà l’incarico ininterrottamente per 20 anni. Danilo Dezulian, come riconoscimento per il suo impegno a favore della causa ladina, viene nominato presidente onorario. Non farà mai mancare il suo impegno, la sua dedizione e il suo prezioso contributo fino alla morte, avvenuta il 12 aprile del 2005.

Il fermento culturale e la sensibilità nei confronti della cultura e della lingua ladina portano anche alla fondazione di sezioni dell’Union in singoli paesi, in particolare a Moena e a Vigo, dove vengono creati rispettivamente il Grop Ladin da Moena nel 1963 e il Grop Ladin da Vich all’inizio degli anni Ottanta. Mentre quest’ultimo ha avuto una vita relativamente breve, il “Grop da Moena” prosegue tuttora la sua attività garantendo iniziative culturali di diverso genere e, soprattutto, la pubblicazione del bollettino periodico “Nosha Jent”, interamente scritto in ladino, giunto ormai al suo quarantacinquesimo anno.

L’Union dei Ladins da Fodom

La storia dell’Union dei Ladins da Fodom comincia con il Natale del 1913, quando don Antonio Pallua riceve a Innsbruck il diploma di fondatore dell’associazione Union Ladina. L’associazione era nata otto anni prima ed era già conosciuta in tutte le famiglie della Ladinia soprattutto per i Calendri Ladins, i primi veri libri-documento pubblicati a partire dal 1911. Don Antonio Pallua era nato a Ornella, era stato sacerdote ad Arabba e nel 1913 era stato nominato decano a Cortina d’Ampezzo. Durante la prima guerra mondiale e al tempo del fascismo il movimento ladino continua la propria attività senza potersi però organizzare in un’associazione vera e propria.

Il primo febbraio del 1965, nell’albergo Alpino a Pieve di Livinallongo durante un’assemblea pubblica viene istituita l’Union General dei Ladins-Sezion da Fodom, di cui Bruno Trebo, allora consigliere comunale ed in seguito sindaco di Livinallongo, è stato primo presidente. L’ULF si avvia con l’entusiasmo della novità, sostenuta da tutta la popolazione che contribuisce in vario modo.

Nel 1967 inizia la pubblicazione di El Feral (La lanterna) che cederà il posto nel 1972 alla Usc di Ladins. Nel 1983 la Regione Veneto riconosce per la prima volta i ladini e contribuisce finanziariamente alla loro tutela e alla promozione della cultura ladina. Da allora l’Union ha pubblicato molti testi scolastici, di intrattenimento, di canzoni, sulla vita rurale e sulla storia locale. Ha contribuito alla pubblicazione di tre edizioni del dizionario livinallese-italiano-tedesco, ha pubblicato CD sull’artigianato locale, ha avviato corsi di teatro, collabora con la scuola e le associazioni che promuovono la cultura e la lingua ladina: i cori, il gruppo folk, i gruppi musicali e la banda locale. Ogni anno, in collaborazione con il comune, organizza la maggior festa della vallata in occasione di Maria Assunta (15 agosto) e contribuisce alla gestione del museo.

In collaborazione con le Unioni dei ladini di Ampezzo e Colle Santa Lucia e con le amministrazioni di queste vallate ha istituito una consulta per facilitare la collaborazione coi comuni, e si è prodigata per l’istituzione dell’Istituto culturale ladino “Cesa de Jan”, inaugurato nel 2005.

Sempre in accordo con le altre vallate l’Unione dei ladini di Livinallongo ha fatto un passo storico richiedendo un referendum per il ritorno alla regione Trentino-Alto Adige. Il risultato della consultazione popolare, che a Livinallongo ha raggiunto il bel risultato del

86,4 % di voti a favore, viene interpretato come segno molto positivo a dimostrazione di come il sentimento ladino sia ancora vivace e richieda una tutela più seria.

Tra i livinallesi che hanno contribuito alla vita dell’Unione come consiglieri e con opere di vario genere ricordiamo:

Sergio Masarei (1943-2006). Ha scritto molti libri e pezzi teatrali in livinallese, ha partecipato al progetto SPELL, è stato per trent’anni redattore locale della Usc di Ladins.

Nani Pellegrini (1934). Ha scritto pezzi di teatro, ha curato una multivisione su Livinallongo, ha scritto e musicato molte canzoni. Ha rivestito molti incarichi come presidente di varie istituzioni ladine.

Luciana Palla (1950). Storica riconosciuta sia all’interno della Ladinia che oltre i confini locali. Con le sue pubblicazioni ha contribuito a chiarire molti aspetti della storia locale recente.

Franco Deltedesco (1942). Ha allestito il museo locale e ha curato alcuni CD sulla vita rurale di un tempo.

Il consiglio dell'Union dei Ladins da Fodom, dopo le elezioni del 2012 è così composto: Manuela Ladurner (presidente), Luigina Dorigo (vicepresidente), Michela Devich, Mara Irsara, Saniela Templari, Nives Faber, Lorenzo Soratroi, Oscar Nagler, Adele Denicolò(rappresentante del Comune di Livinallongo), Emanuela Dorigo, Raissa Testor, Maria Teresa Crepaz e Raffaele Irsara.

Bruna Grones ha ricevuto il riconoscimento di presidente onoraria.

Dal 1965 ad oggi l’incarico di presidente dell’Union dei Ladins da Fodom è stato affidato a:

  • Bruno Trebo 1965-1978
  • Bruna Grones 1978-1995
  • Elena Pellegrini 1995-1997
  • Raffaele Irsara 1997-2002
  • Nani Pellegrini 2002-2004
  • Maria Cristina Lezuo e Raffaele Irsara 2004-2005 Vicepresidenti
  • Maria Cristina Lezuo dal 2005 al 2008
  • Daniela Templari dal 2008 al 2012

L’Union dei Ladign da Col

L’Union dei Ladign da Col è stata fondata nel 1982 e dalla fine degli anni Novanta è parte della UGLD, compresa nella sezione di Fodom-Col. L’Union è attiva nella salvaguardia della lingua e della cultura ladina, soprattutto tramite rappresentazioni teatrali e pubblicazioni, e delle tradizioni locali con varie iniziative a sostegno degli usi della tradizione.

L’impulso a sostenere la cultura ladina è stato dato già negli anni ’40-’50 dalla maestra Luigia Lezuo e poi dal prof. Vito Pallabazzer.

Maria Sief prima e Paola Agostini poi hanno ricoperto la carica di presidente dell’associazione lavorando con i vari consigli, i collesi e i ladini delle altre valli per importanti risultati tra cui la costituzione dell’Istituto “Cesa de Jan” e la preparazione del referendum per realizzare l’unità dei ladini dolomitici.

La Union dei Ladis d’Anpezo

L’Union dei Ladis d’Anpezo - U.L.d’A. fu costituita ufficialmente a Cortina d’Ampezzo il 4.12.1975 per desiderio di alcune persone che nutrivano un particolare sentimento di amore e rispetto per le proprie radici e per il proprio paese.

Gli scopi principali riportati nello Statuto riguardano la conservazione, la tutela, lo sviluppo della coscienza ladino-ampezzana e del patrimonio culturale quale lingua, storia, usi e costumi, folclore, toponomastica e quant’altro relativo, e prevedono la collaborazione con le Unioni Ladine del Sella.

In questo ambito rientrano le attività di divulgazione e stampa di testi riguardanti fatti avvenuti, personaggi locali, attività artigianali importanti, raccolte storico-artistiche e testi per bambini, organizzazione di esposizioni, partecipazione a manifestazioni in costume, collaborazione con enti locali e privati, collaborazione a progetti di cultura e storia ladina con le istituzioni scolastiche ladine.

Negli anni l’Union è diventata un punto di riferimento importante per quanto riguarda il patrimonio storico-culturale ladino-ampezzano.

ELENCO PRESIDENTI ULd’A

  • Menardi Luigi Malto 1975/1992 (dal 1998 Presidente Onorario)
  • Majoni Ernesto Coleto 1992/1999
  • Majoni Giulio Coleto 1999/2000
  • Bigontina Siro Titoto 2000/2006
  • Zardini Elsa Soriza 2006/